lunedì 6 luglio 2009

...un nuovo recinto, un nuovo inizio...

Oggi mi sono stati consegnati i materiali per realizzare delle nuove recinzioni per accogliere il branco dei randagi tra cui le due femmine giovani ancora non sterilizzate. Sono giorni febbrili questi, in cui si lotta contro il tempo e contro i mezzi limitati alle mie braccia e all'aiuto a distanza di tante persone generose, tra cui, ogni tanto, qualcuno viene anche di persona a dare una mano.
Colgo l'occasione per ringraziare tutti iniziando a pubblicare le foto dei materiali e, via via che procederanno, quelle delle recinzioni, della casetta per i cani, delle gabbie trappola per i gatti, ecc...
Ancora grazie a tutti e scusatemi per i miei lunghi silenzi qui sul blog.

giovedì 11 giugno 2009

Ciao Lillo...

Ciao Lillo... amico mio, te ne sei andato anche tu...
L'8 giugno ero salito in paese per controllare la casa e le nuove lesioni portate dalle continue scosse di terremoto. Ci dicono di "assestamento" ma i danni continuano ad aggravarsi. Ero frastornato e non sono tornato subito giù a valle da te e dagli altri amici pelosi. Quando sono rientrato verso le ventuno tu mi sei venuto incontro nel recinto. Avevi lo sguardo spento e non allegro e festoso come sempre. Ti ho accarezzato per farti sentire il mio contatto mentre mi stavi vicino con gli altri. La mia mano ha trovato il tuo pelo non più liscio e morbido ma secco e appiccicato, come incrostato. Nel buio ho cercato di illuminarti meglio con la lampada e ho visto che sanguinavi e avevi delle ferite. Controllando meglio ho subito capito che eri stato aggredito dai tuoi stessi compagni e ferito in più punti: alle zampe e alla testa erano ferite non così gravi da farmi temere per la tua vita, al collo, invece, avevi una profonda lacerazione con scollamento della pelle molto estesa. Da quella ferita gocciava sangue...da ore...
Ero nel panico. Telefono a tutti quelli che penso potrebbero aiutarmi, per portarti le prime, cure per trasportarti da un veterinario che potesse ricucire le tue ferite e fermare l'emorragia. Intanto ho cercato tra i medicinali tutto quello che potevo usare per aiutarti a prendere tempo, sapendo che a quell'ora sarebbe stato difficoltoso trovare un aiuto utile.
Solo dopo molte telefonate mi è stato passato il numero di un veterinario che aveva dato la reperibilità continua presso una tendopoli di L'Aquila. Mi ha detto di portarti subito che ci avrebbe aspettato. Ho scaraventato via tutto il contenuto del baule della Y10 per potertici sistemare comodo sopra teli e asciugamani. Siamo partiti dovendo fare deviazioni per via di una strada interrotta e siamo arrivati a destinazione solo verso mezzanotte. Ci hanno accolti il Dottor Mauro Danzè e due volontarie dell'unità cinofila della Croce Rossa. Tu non li avevi mai visti ma li hai guardati alzando lo sguardo a fatica e hai scodinzolando loro per salutarli. Di te ricorderò sempre questa caratteristica di giovialità con le persone (e non solo). Non un guaito, non un lamento. La fiducia totale in chi tentava di salvarti.
Ti è stata fatta un'iniezione per addormentarti in modo da poter pulire ed esaminare tutte le ferite. L'intervento è durato due ore ed è stato condotto con cura e professionalità e, soprattutto, con amore. Ti sono stato vicino tutto il tempo accarezzandoti, tenendoti la testa. Il sangue mi aveva tinto le mani di rosso carminio cupo. Continuavi a perderne tanto, lentamente, a intervalli irregolari. Tantissimi i punti di sutura, anche ai muscoli in alcune zone. Rimosso il tessuto necrotico. Richiuse le ferite. Somministrati antibiotico, antidolorifico, fatta flebo per idratarti, fatte tutte le manovre possibili in quella situazione... Purtroppo le tue condizioni erano gravi e i mezzi a disposizione non erano quelli di una clinica veterinaria, completamente attrezzata, in cui si sarebbe anche potuto tentare una trasfusione e qualche manovra in più per aiutarti (in una situazione di emergenza come quella del terremoto era anche troppo quello che c'era...). Ciò nonostante eravamo fiduciosi che ce l'avresti potuta fare a sopravvivere quando ti abbiamo sistemato nella gabbia in cui ti saresti riposato...Ti ho salutato verso le quattro di mattina per tornare al campo e poi riscendere da te nel pomeriggio... Invece... Alle sette e trenta il veterinario è passato da te a controllare la situazione. Tu hai sollevato la testa a fatica. Respiravi male. Avresti voluto salutarlo come facevi sempre, scodinzolando felice. Le tue forze però erano finite. Hai abbassato la testa e ti sei spento... Avrei voluto restarti vicino ancora (e vorrei tanto averlo fatto) ma temevo che potessero esserci altre risse nei recinti: cagne in calore lì vicino, scosse di terremoto,... avevano contribuito a scaldare l'aria tra compagni di vita che convivevano insieme da anni senza mai troppi problemi...Invece quel giorno solo voi sapete bene cosa è successo. Io posso solo immaginarlo, conoscendovi, fare congetture per farmi una "ragione" di quello che potrebbe essere accaduto davvero. Una banale discussione che, in un altro momento, si sarebbe conclusa con qualche ringhio e qualche borbottio, quella volta, per un insieme di cause, ha messo in moto un meccanismo per cui tu sei stato aggredito da più cani insieme che ti hanno ferito gravemente. Tu forse hai cercato di difendere Nerone da Pippo che spesso gli fa atti di dominanza per questioni di territorio. Ti ho visto altre volte prendere le difese di chi veniva sottomesso e aggredito "ingiustamente". Ho visto che avevi un cuore grande grande in questo, incurante di quanto rischiavi e sempre pronto a metterti in mezzo per bloccare chi faceva un sopruso. Anche se la tua taglia era quella di un cane da caccia, la tua statura morale e il tuo coraggio erano quelli di un leone. Amavi anche startene per conto tuo, per non dare fastidio, per non innescare competizioni per il territorio. Stavi bene con gli altri cani, non avevi timore di nessuno essendo vissuto tanto in strada. Mi hai trovato tu. Tu mi hai adottato. Tu mi seguivi sempre, anche se eri capace di scomparire per delle ore in mezzo ai boschi correndo e annusando in giro.Sei sempre stato libero, anche chiuso in casa, in un recinto... e da essere libero te ne sei andato...
Ora il tuo corpo riposerà accanto ai resti della vecchia matriarca che era Miele e accanto a quello che resta di Foxy...
Ti voglio ricordare così......mentre mi corri incontro felice, libero nei prati bagnati dalla pioggia....

...mentre ti rotoli sulla schiena scalciando e stiracchiandoti tutto, gorgogliando di piacere, manifestando a me e al mondo la tua gioia di vivere...
Grazie per tutto quello che mi hai trasmesso, per tutto quello che mi hai insegnato...
Ti voglio bene, amico mio, corri felice sul Ponte dell'Arcobaleno e salutami tutti i nostri amici che sono già lì...
Ciao Lillo!

martedì 26 maggio 2009

Ciao Foxy...

Temevo di dover scrivere questo articolo dal giorno della tua scomparsa. Oggi ho avuto una triste, macabra conferma: Bimbo ha riportato in bocca quello che restava della tua testa. I tuoi compagni ti avevano trovata nei giorni scorsi, ma io avevo intuito dall'inizio quello che ti era successo. Una svolta sbagliata svolta (io con Riky e Gegia da un versante della montagna e tu dall'altro), durante la nostra ultima passeggiata insieme, sei rimasta tagliata indietro nel rientrare al campo base. Ti hanno intercettato i sette randagi del branco e io non mi sono accorto dell' abbaiare diverso dal solito: non era la solita baruffa, ma una vera e propria mattanza. Quello che a noi umani shocca molto, ma che tra gli animali è una delle regole basilari della sopravvivenza è proprio che i più deboli, se isolati, debbono soccombere. Non c'è cattiveria, né malignità, né premeditazione, come in ambito umano, solo una cruda e dura legge di natura.
Comunque di te voglio ricordarmi come di una simpatica pazzerella che amava accompagnare tutti insieme a Braccobaldo. Con lui ne avete passate tante quando stavate in strada come randagi. Con lui ne avete combinate altrettante, spesso ai danni dei gatti della zona. Poi vi siete uniti al nostro gruppo: con me e gli altri cani e gatti di casa (anche loro venuti tutti dalla strada) siamo stati tanto tempo insieme, tanti anni felici, tra alti e bassi, ma comunque felici.
Mi dispiace molto di non aver capito al volo quello che ti stava succedendo e di non averti salvata anche questa volta, ma spero tanto che tu ora possa correre libera e felice sul ponte dell'Arcobaleno insieme a Zoe, Alice e gli altri...
Ti bacio e ti abbraccio forte
Ciao Foxy!

sabato 23 maggio 2009

Camilla salva... per un pelo!

Stamattina all'alba mi hanno svegliato i latrati di tutti i miei cani che mi avvertivano: gli altri randagi avevano trovato una preda e l'avevano messa alle strette. Il più velocemente possibile sono uscito dalla tenda e sono salito in macchina per andare a vedere. Erano tutti e sette i randagi del branco (che sfamo e che mi seguono sempre quando non sono coi miei cani) che abbaiavano furiosamente verso un cespuglio di rovi dentro al quale presumevo ci fosse un cinghiale. Allora mi sono avvicinato con cautela: il cinghiale non teme molto i cani, ma l'avvicinarsi di un umano lo mette facilmente in agitazione e cercando scampo potrebbe anche caricare. Invece dai rovi è uscita Camilla, che, sentendosi circondata, non è riuscita a raggiungermi e ha cercato di fuggire verso il recinto. In campo aperto però è stata subito raggiunta dagli altri cani. Io ero subito dietro di loro e ho evitato il peggio, consentendole una ritirata strategica.
E' un equilibrio molto precario con loro perché mi trovo a dover far condividere lo stesso territorio a dei cani di due branchi distinti e diversi: i "miei" del recinto, che escono solo in passeggiata con me e che sono rimasti in tredici da quando non c'è più Foxy, e i sette randagi che sono sempre liberi e di cui solo il maschio anziano si fa avvicinare e toccare solo da me. Quando usciamo in passeggiata basta aprire il cancello del recinto e siamo già a spasso. Undici missili terra-aria ululanti si proiettano felici lungo la strada bianca che porta al campo travolgendo chiunque si trova sulla loro traiettoria (ma ci siamo solo noi in realtà). Se ci sono i sette randagi è sufficiente controllare che si scansino per tempo e che non scoppino risse (con me presente c'è solo qualche abbaio) e poi torno indietro a prendere Gegia, la vecchietta con un occhio solo per metterle il guinzaglio (che serve solo ad impedirle di tornarsene in paese quando mi perde di vista) e andare a prendere anche Riky nel suo recinto per portare anche lui al guinzaglio (a lui serve ad impedire che attacchi Pippo, l'altro cane dei miei con cui si è scontrato più volte e che l'ultima l'ha ridotto in fin di vita). Quindi procediamo per i campi e le montagne intorno, liberi e tranquilli. Succede a volte che qualcuno resti indietro, ma non è una cosa grave di solito, visto che non ci allontaniamo mai molto e che tutti conosciamo bene la zona avendola frequentata per anni. Purtroppo ieri pomeriggio sono rimasti "indietro" (ma chissà dov'erano andati, dietro a quale pista odorosa) in tre Pippo, Nerone e Camilla.
Per Pippo non ero molto preoccupato, per due motivi: primo perché è un bel bestione (lo vedete nella foto che segue) e non si fa mettere in mezzo facilmente e secondo perché si fa un giretto e torna da solo al recinto, anche senza gli altri.

Per Nerone e Camilla invece ero un bel po' preoccupato: il primo è già stato aggredito e ridotto in fin di vita dallo stesso branco per ben tre volte quando era libero in strada anche lui come randagio (e da allora se ne tiene ben a distanza, a volte per questo scappa anche lontano da me), mentre Camilla, pur essendo molto agile e scaltra, è una taglia media (sui 25 kg) e non può tenere testa in alcun modo ai sette randagi che sono tutti più grandi di lei (tutti di tipo pastore abruzzese).

Ieri sera erano tornati, tardi, solo Pippo e Nerone e io sono stato in giro dalle 18 alle 00.30 per tenere sotto controllo il branco e cercare di lasciare libera una eventuale via di fuga verso il campo a Camilla, rimasta ormai isolata. Solo stamattina, quando ormai la davo già per spacciata, avendo anche incontrato un grosso cinghiale molto vicino al recinto, ho avuto la felice sorpresa di ritrovarla sana e salva.
Cosa che spero di poter rivivere anche con Foxy, che mi è stata segnalata più volte a L'Aquila, ma che ancora non ho potuto ritrovare.
Intanto un Urrà per Camilla che è tornata tra noi, sana e salva e... affamata.
^___^b

giovedì 14 maggio 2009

Foxy è sparita

Sabato 9 maggio 2009 siamo andati a fare la solita passeggiata nei campi, io e tutti i 14 cani che erano con me in casa e con cui vivo accampato dal 12 aprile scorso. Con noi c'era anche Foxy, una meticcia di pastore abruzzese di una decina di anni. Lei è un carattere indomito e conosce questi luoghi dalla nascita: i boschi con i cinghiali e le greggi con i cani da pastore non hanno segreti per lei e neanche disdegna la compagnia umana con cui ama accompagnarsi volentieri. Tutto mi aspettavo tranne di non vederla più tornare. E' capitato molte altre volte che lei sbucasse all'improvviso dai cespugli, magari tutta infangata, ma felice delle sue scorribande in esplorazione, anche dopo molte ore. Per questo motivo aspettavo fiducioso di rivederla da un momento all'altro.

Ho cominciato subito a cercarla però, perché sabato siamo usciti di pomeriggio inoltrato invece che di mattina e la sera arrivano altri sette cagnoni randagi al nostro campo per mangiare anche loro un po' di crocchette. Vedendola isolata avrebbero potuto anche aggredirla e non volevo corresse rischi inutili. Quindi ho iniziato subito le perlustrazioni a piedi e in macchina, ma sempre con esito negativo, anche nei giorni seguenti. E' davvero sparita? O potrebbe essere stata presa da qualcuno che, vedendola molto docile, avrebbe potuto pensare che si fosse persa o fosse stata abbandonata? Non so più cosa pensare e il sospetto che si sia potuta trovare in difficoltà tali da non poter tornare spontaneamente come al solito mi riempie di angoscia. Vorrei poter sapere che sta bene, che qualcuno si sia innamorato di lei e abbia deciso di adottarla. Non desidero esserne il "proprietario" a tutti i costi (tanto è vero che già erano stati pubblicate le sue foto negli annunci delle adozioni), ma qui con me non le mancava più niente ultimamente e insieme agli altri cani si era davvero rimessa in forma (lo potete vedere dalle foto). Per me è una di famiglia ormai, dopo tanti anni passati insieme, e mi piacerebbe molto rivederla.
E' tatuata all'interno della coscia sinistra col numero 49AQ245BS, dove 49 AQ sta ad indicare la provincia di appartenenza e 245B il numero progressivo di identificazione presso la asl 4 di Collemaggio dove è stata sterilizzata diversi anni fa dal dottor Roberto Mancini che le ha anche tatuato una S finale ad indicare la sterilizzazione.


Al momento dell'ultima passeggiata insieme a noi indossava un collarino di nylon giallo con fibbia di plastica nera. Ha anche il microchip di cui però, al momento, non ritrovo la matricola.
Spero che vogliate aiutarmi ad avere sue notizie diffondendo al massimo questo appello in tutta Italia e presso tutte le asl e i veterinari, dove potrebbe comparire nel caso qualcuno la volesse adottare. Vi prego di darmi qualsiasi indizio mi possa far saper dove si trova. Mi piacerebbe tornare a fare passeggiate con lei, insieme agli altri. Ora non abbiamo più problemi di spazio e di cibo e la convivenza inizia di nuovo ad essere piacevole.
Grazie a chiunque mi volesse aiutare a ritrovarla.

Per informazioni e/o segnalazioni:
Bernardino 3339209840 - 3386109788 - 3405950070
berniealbatross@gmail.com

martedì 5 maggio 2009

Ciao Micio...


Ciao Micio, dolce amico mio... te ne sei andato oggi, poco fa, investito da un'auto che non ti ha dato scampo, nonostante il limite di 10 km/h e le barriere bianche e rosse che delimitavano una strettoia sotto un muro "pericolante"... Sei anche tu un'altra vittima indiretta del terremoto. Tu che ti eri salvato da cucciolo dopo una grandinata formidabile che ti aveva letteralmente sepolto vivo e da cui tua mamma Trilly ti aveva estratto in ipotermia avanzata portandoti da me che avevo potuto riscaldarti col mio corpo fino a farti riprendere per poi tenerti con me. Tu eri molto affettuoso con me, più degli altri e ti ricorderò in un posto speciale del mio cuore. Avrei voluto metterti in salvo con gli altri gatti mandati a Roma ma il trasportino era difettoso e sei riuscito a scappare per restarmi vicino, fuori dalla nostra casa lesionata che oggi aspettava un'ulteriore verifica da parte dei vigli del fuoco.
Domani saresti potuto partire per riunirti agli altri gatti ma la tua storia è andata, purtroppo, in modo diverso. Ora provo tanta rabbia ma so che mi passerà e che mi ricorderò sempre bene di te, come eravamo uniti in questa foto che ci siamo fatti insieme solo due anni fa...
Ciao Micio...

giovedì 16 aprile 2009

Terremoto & dintorni


Sto scrivendo da una postazione di fortuna nella tendopoli di Castel del Monte. Siamo in salvo e possiamo raccontarlo e di questo sono grato. Le difficoltà sono tante ma tiriamo avanti. Impressionante è stata la catena di solidarietà da ogni parte d'Italia. Non ho la forza di raccontare tutto né di testimoniare con le mie foto come di consueto. Per ora ringrazio tutti quelli che mi stanno aiutando e che mi sono vicini e rimando a una testimonianza di un gruppo di volontari che si è mobilitato per venirmi ad aiutare a mettere in salvo i cani e gatti che avevo in casa con me: