lunedì 30 marzo 2009

Flic & Patty adottati

Flic e Patty sono da ieri sera nella loro nuova casa (una fattoria didattica) in provincia di Rimini. Sono venuti a prenderli in auto i membri della loro nuova famiglia, tra cui un bambino. Il viaggio è stato un po' traumatico per tutti, per via delle curve delle strade di montagna e della non reciproca conoscenza (oltre che del forte odore che avevano i cuccioli). Oggi è stato fatto loro un bel bagnetto e si sono messi in posa per le foto che vedete, gentilmente mandatemi dai loro proprietari col telefonino.

A breve il viaggio per portare Caramella in provincia di Vicenza e Sonny Nasorosa in provincia di Prato. Sto completando i preparativi per affrontare questa nuova odissea. Ci siamo quasi.
Per Dixie ancora nessuna richiesta.

domenica 15 marzo 2009

Caramella, Flic, Sonny, Patty & Dixie

Caramella sta bene, sta ancora con i gatti ed è stata richiesta da una famiglia della provincia di Vicenza: Sonny (Nasorosa) è stato richiesto da una famiglia della provincia di Prato. Mercoledì 18 sarà finalmente possibile inoculare i microchip a tutti e 5 i cuccioli. L'antiparassitario esterno è stato messo, il vermifugo verrà somministrato in giornata. Poi si potrà partire per le nuove case, un viaggio lunghissimo ma per due buone sistemazioni.
Caramella andrà a fare compagnia ad una maremmana di 13 anni che già viveva con una pastora tedesca che è mancata di recente e dalla cui perdita sembra non si sia ripresa molto bene. Le andranno a far visita dei gatti di una colonia felina lì vicino e dovrebbe, in pratica, continuare a stare in allegra compagnia come sta adesso.
Sonny dovrebbe andare a fare compagnia ad una cagnolina che sta in una fattoria, in provincia di Prato, insieme a molti altri animali.
Flic dovrebbe andare presso una famiglia nella provincia di Napoli.

Patty e Dixie ancora non hanno avuto richieste specifiche, ma forse per Patty potrebbe esserci una richiesta dalla provincia di Massa-Carrara (attendo conferme).
Tutti questi condizionali sono d'obbligo, in primo luogo perché sarò io a fare i viaggi e quindi mi ci vorrà tempo per raggiungere tutte le destinazioni e poi perché aspetto di vedere questi cuccioli a contatto con i loro adottanti per gioire con loro della nuova sistemazione.
Intanto tutti voi che leggete siete pregati di diffondere comunque l'annuncio il più possibile Grazie.

Bernardino
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giovedì 12 marzo 2009

Ciao Biancaneve...


Ciao Biancaneve, vola felice sul ponte dell'arcobaleno. Lì non dovrai più difendere il tuo territorio dagli altri cani e sarai serena. I due lupetti sono disorientati senza la tua guida e, francamente, anche io senza la tua presenza un po' pazzoide. Non mi resta che seppellire il tuo corpo ferito a morte dagli altri cani che tu eri sempre pronta a sfidare portandoti dietro (non so se per estremo coraggio o incoscienza o entrambi) i due lupetti con cui vivevi. Quel branco che già a dicembre ti aveva ridotta in fin di vita e che, oggi possiamo dirlo con una buona approssimazione, non era di lupi, ma di altri cani, randagi e abbandonati come te, che cercano di sottostare come meglio possono alle rigide regole della natura. Quelle regole che spesso vogliono la sopravvivenza di chi è più forte, spesso grazie al numero. Ecco perché tu, una robusta cagnona di almeno 45kg, sia stata sopraffatta da sette cani che da soli avresti potuto anche battere, ma che in gruppo non ti hanno lasciato scampo. Neanche i tuoi fidati lupetti hanno potuto niente per aiutarti, la loro taglia media non glielo ha permesso.
Ti ricorderò per le tue corse sfrenate dietro la mia auto, le tue zampate affettuose e un po' pesanti, la tua gioia e la tua allegra pazzia.
Ciao, corri libera e felice...

domenica 8 marzo 2009

Caramella & C.


Sono nati a fine dicembre 2008, all'aperto, in mezzo alla neve e al gelo di montagna, dove la mamma, una meticcia lupoide-pastore abruzzese di 4 anni, li ha partoriti e accuditi. Li spostava più volte per trovargli sempre la sistemazione migliore, come ha sempre fatto con le cucciolate precedenti. Li ho visti la prima volta che avevano ancora gli occhietti chiusi (meno di 15 giorni) e ho potuto iniziare a toccarli e accarezzarli per abituarli al contatto umano, evitando che diventassero schivi e diffidenti come la mamma e le cucciolate precedenti. Quando hanno iniziato ad aprire gli occhi la mamma li ha spostati di nuovo e li ho ritrovati solo dopo una settimana che già erano in grado di fare dei giretti da soli. Erano diventati già un po' diffidenti e spaventati quando mi avvicinavo, ma nel giro di poco si sono abituati anche ad essere presi in braccio (anche da un bambino che veniva a trovarli con me) e giocavano tranquillamente. Dal paese erano a poca distanza e già c'era allarme per una nuova cucciolata di randagi, allora li ho sposati a valle in un recinto di fortuna dove è entrata anche la madre per allattarli e che, grazie a questo, ho potuto catturare (e far sterilizzare in seguito). La sistemazione è provvisoria e inadatta a cani che saranno a breve di taglia grande per cui ora sarebbe ideale un affido e/o un'adozione. Caramella (la prima a sinistra in primo piano nella foto) la settimana scorsa ha avuto un incidente con la rete del recinto (due spuntoni le sono rimasti incastrati in bocca bloccandola a terra, probabilmente mentre li rosicchiava giocando), questo le ha provocato due profonde ferite una delle quali ha creato un buco di un cm sotto il mento. Visitata dal veterinario della asl e fatta terapia antibiotica ora sta bene e la tengo in degenza in casa insieme ai miei 9 gatti con cui divide cibo e cuccia.

A breve la porterò insieme ai suoi fratelli a mettere il microchip, vaccinare e sverminare. Necessitano di un'adozione urgentemente prima che diventino grandi come i loro genitori.

Adottabili in Lazio, Abruzzo. Controlli pre e post di affido.

Vivaci e affettuosi, dal carattere forte e dominante tipico del pastore abruzzese, di cui però hanno anche l'estrema dolcezza. Ci vuole polso e sensibilità per farne dei compagni di vita inseparabili a cui poter chiedere tutto con garbo e decisione insieme. Soffrono facilmente la solitudine per cui sono inadatti a chi dovrebbe lasciarli a lungo da soli, anche se in giardino. Ideale sarebbe adozione in coppia o da chi ha già altri animali ben socializzati.


Per informazioni: Bernardino

berniealbatross@gmail.com

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giovedì 12 febbraio 2009

Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o di bocconi avvelenati

ORDINANZA 18 dicembre 2008

Norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o

di bocconi avvelenati

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 13 del

17 gennaio 2009

IL MINISTRO DEL LAVORO, DELLA SALUTE

E DELLE POLITICHE SOCIALI

Visto il testo unico delle leggi sanitarie approvato con regio

decreto del 27 luglio 1934, n. 1256, e successive modifiche;

Visto il Regolamento di polizia veterinaria approvato con decreto

del Presidente della Repubblica 8 febbraio 1954, n. 320;

Vista la legge 11 febbraio 1992, n. 157, art. 21, lettera u);

Vista la legge 20 luglio 2004, n. 189;

Visti gli articoli 544-bis, 544-ter, 440, 638, 650 e 674 del codice

penale;

Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 194, e successive

modifiche;

Visto l'art. 32 della legge 23 dicembre 1978, n. 833;

Visto l'art. 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112;

Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 392, del 6

ottobre 1998;

Visto il decreto legislativo 25 febbraio 2000, n. 174;

Visto il decreto ministeriale 23 maggio 2008 recante «Delega delle

attribuzioni del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche

sociali, per taluni atti di competenza dell'Amministrazione, al

Sottosegretario di Stato on. Francesca Martini», registrato alla

Corte dei conti il 10 giugno 2008, registro n. 4, foglio n. 27;

Considerando il dilagare del fenomeno di uccisione di animali

mediante l'utilizzo di esche o bocconi avvelenati sia in ambito

urbano, che extraurbano nonche' le sempre piu' frequenti morti tra la

fauna selvatica per ingestione di sostanze tossiche abbandonate

volontariamente nell'ambiente, con conseguenti rilevanti danni al

patrimonio faunistico selvatico e in particolare alle specie in via

di estinzione;

Tenuto conto che la presenza di veleni e sostanze tossiche sul

territorio, in particolare sotto forma di esche o bocconi,

rappresenta un serio rischio per la popolazione umana e per

l'ambiente, sia direttamente, in particolare per i bambini, che

indirettamente, attraverso la contaminazione ambientale;

Ordina:

Art. 1.

Finalita'

1. La presenza nell'ambiente di bocconi ed esche contenenti veleni

o sostanze nocive costituisce un grave rischio per la salute

dell'uomo, degli animali e per l'ambiente.

2. Ai fini della tutela della salute pubblica, della salvaguardia e

dell'incolumita' delle persone, degli animali e dell'ambiente e'

vietato a chiunque utilizzare in modo improprio, preparare, miscelare

e abbandonare esche e bocconi avvelenati o contenenti sostanze

tossiche o nocive, compresi vetri, plastiche e metalli; e' vietato,

altresi', la detenzione, l'utilizzo e l'abbandono di qualsiasi

alimento preparato in maniera tale da poter causare intossicazioni o

lesioni al soggetto che lo ingerisce .

3. Il proprietario o il responsabile dell' animale deceduto a causa

di esche o bocconi avvelenati deve segnalare alle Autorita'

competenti.

4. Le operazioni di derattizzazione e disinfestazione, eseguite da

ditte specializzate, debbono essere effettuate con modalita' tali da

non nuocere in alcun modo le persone e le altre specie animali, e

pubblicizzate dalle stesse ditte, tramite avvisi esposti nelle zone

interessate con almeno cinque giorni lavorativi d'anticipo. La

tabellazione dovra' contenere l'indicazione della presenza del

veleno, gli elementi identificativi del responsabile del trattamento,

la durata del trattamento e le sostanze utilizzate.

Art. 2.

Compiti del medico veterinario

1. Il medico veterinario che, sulla base di una sintomatologia

conclamata, emette diagnosi di sospetto di avvelenamento o viene a

conoscenza di un caso di avvelenamento di un esemplare di specie

animale domestica o selvatica, deve darne immediata comunicazione al

sindaco e al Servizio veterinario della Azienda sanitaria locale

territorialmente competente.

2. In caso di decesso dell'animale il medico veterinario deve

inviare le spoglie e ogni altro campione utile all'identificazione

del veleno o della sostanza che ne ha provocato la morte all'Istituto

zooprofilattico sperimentale competente per territorio, accompagnati

da referto anamnestico, al fine di indirizzare la ricerca analitica.

A seguito di episodi ripetuti, ascrivibili alle stesse circostanze di

avvelenamento confermato dall'Istituto zooprofilattico sperimentale,

il medico veterinario, ove ritenga, puo' emettere diagnosi autonoma,

senza l'ausilio di ulteriori analisi di laboratorio.

Art. 3.

Istituti Zoooprofilattici Sperimentali

1. Gli Istituti zooprofilattici sperimentali devono sottoporre ad

autopsia l'animale ed effettuare le opportune analisi sui campioni

pervenuti o prelevati in sede autoptica.

2. L'Istituto di cui al comma 1, deve eseguire le analisi entro

trenta giorni dall'arrivo del campione e comunicarne gli esiti al

medico veterinario che ha inviato i campioni, al Servizio veterinario

dell'Azienda sanitaria locale territorialmente competente e, qualora

positivo, all'Autorita' giudiziaria.

Art. 4.

Compiti del sindaco

1. Il sindaco, a seguito della segnalazione di cui all'art. 2,

comma 1, deve dare immediate disposizioni per l'apertura di una

indagine, da effettuare in collaborazione con le altre Autorita'

competenti.

2. Il sindaco, qualora venga accertata la violazione dell'art. 1,

provvede ad attivare tutte le iniziative necessarie alla bonifica

dell'area interessata.

3. Il sindaco, entro 48 ore dall'accertamento della violazione

dell' art. 1, provvede, in particolare, ad individuare le modalita'

di bonifica del terreno e del luogo interessato dall'avvelenamento,

prevedendone la segnalazione con apposita cartellonistica, nonche' ad

intensificare i controlli da parte delle Autorita' preposte.

4. Per garantire una uniforme applicazione delle attivita' previste

dal presente articolo, e' attivato, presso ciascuna Prefettura, un

«Tavolo di coordinamento» per la gestione degli interventi da

effettuare e per il monitoraggio del fenomeno.

5. Il Tavolo di cui al comma 4, coordinato dal Prefetto o da un suo

rappresentante, e' composto da un rappresentante della provincia, dai

sindaci delle aree interessate e da rappresentanti dei Servizi

veterinari delle Aziende sanitarie locali, del Corpo forestale dello

Stato, degli Istituti zooprofilattici sperimentali competenti per

territorio, delle Guardie zoofile e delle Forze di polizia locali.

Art. 5.

Obblighi per i produttori

1. I produttori di presidi medico-chirurgici, di prodotti

fitosanitari e di sostanze pericolose appartenenti alle categorie dei

topicidi, ratticidi, lumachicidi e nematocidi ad uso domestico,

civile ed agricolo aggiungono al prodotto una sostanza amaricante che

lo renda sgradevole ai bambini e agli animali non bersaglio. Nel caso

in cui la forma commerciale sia «un'esca», deve essere previsto un

contenitore con accesso solo all'animale bersaglio.

2. Nell' etichetta dei prodotti di cui al comma 1 devono essere

indicati le modalita' d'uso e di smaltimento del prodotto stesso.

Art. 6.

Entrata in vigore

1. La presente Ordinanza, inviata alla Corte dei conti per la

registrazione, entra in vigore il giorno della pubblicazione nella

Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana ed ha efficacia di

dodici mesi a decorrere dalla predetta pubblicazione.

Roma, 18 dicembre 2008

p. Il Ministro

Il Sottosegretario di Stato

Martini

Registrato alla Corte dei conti il 29 dicembre 2008

Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla

persona e dei beni culturali, registro n. 6, foglio n. 242

giovedì 1 gennaio 2009

Biancaneve assalita dal lupo? ( **aggiornamenti)

Sono circa le 8.30 di domenica mattina (28/12/2008) quando mi chiamano al telefono: "...Neve è in fin di vita...è stata aggredita...è buttata in mezzo alla neve, respira ancora ma ha già gli avvoltoi [in realtà sono cornacchie! n.d.r.] che le girano intorno..." ????
Sto ancora dormendo e ci metto qualche istante a realizzare che sta succedendo...
Si stanno riferendo a Biancaneve (detta Neve per fare prima) che è una bellissima cagnolona di tipo pastore abruzzese, arrivata in paese, a Castel del Monte, circa un paio di anni fa; all'inizio si teneva al di fuori dell'abitato avvicinandosi con cautela solo per cercare cibo cercando di evitare gli altri cani randagi già insediati stabilmente; pian piano si è inserita anche lei e con il suo carattere dolce ha saputo conquistare più di una persona e moltissimi bambini con cui ama stare insieme. Con lei vivono due "lupetti" che, proprio grazie alla sua presenza e alla sua forza di carattere oltre che fisica, sono diventati molto docili e si contendono le carezze di tutti quelli che li avvicinano (con la giusta calma). Sono diventati praticamente un'attrattiva turistica: una cagnona bianca che fa da capobranco a due lupetti. Anche alcuni giornali ne parlano.
Tornando a domenica...
Mi precipito a valutare la situazione. La trovo affossata nella neve fresca. Ha lasciato una serie di macchie, strisciate di sangue a tingere di rosso vivo il bianco della neve intorno a lei. Controllo che non ci siano brandelli di carne insieme al sangue. Non ce ne sono per fortuna. Mi avvicino a lei che sta su un fianco tutta tremante. Le zampe sono tutte rosse e bagnate di sangue. Ne ha perso già molto e stare così a lungo al freddo (forse dalle 3 di notte) in quelle condizioni la sta portando in ipotermia. Dopo aver controllato che non ci siano lesioni all'addome e alla gola e fratture evidenti, la faccio scivolare con cautela su un sacco a pelo che ho sempre con me in auto per le emergenze. Mi faccio aiutare da alcuni passanti a trasferirla in un garage vicino per poterla esaminare meglio e organizzare il viaggio da un veterinario per le prime cure. Di domenica non è facile per le persone, si sa, farsi soccorrere, figuratevi per un cane randagio. Dopo un po' di telefonate riesco a contattare uno studio veterinario e a mettermi in viaggio verso L'Aquila, tra nebbia fitta, neve e fondo stradale ghiacciato. Nel frattempo Biancaneve ha smesso di tremare e si sta riscaldando avvolta nel sacco a pelo. Ogni tanto la sento fare dei lunghi sospiri e cerco di capire dallo specchietto retrovisore se non stia agonizzando. Non si muove per lunghi istanti, poi vedo le zampe muoversi al ritmo del suo respiro, segno che è viva.
Quando apro il portellone posteriore dell'auto, all'arrivo dal veterinario, è ancora frastornata, ma lo sguardo è un po' più vigile.
Dobbiamo lo stesso portarla in studio con tutto il sacco a pelo perché non ce la fa proprio e a prenderla in braccio rischiamo di farle troppo male.
Le vengono riscontrati diversi morsi alle zampe sia anteriori sia posteriori, lacerazione della pelle di un orecchio e perforazione di un altro. Solo alcuni dei buchi provocati dai canini dell'aggressore potranno essere suturati, mentre per la maggior parte delle ferite alle zampe e al collo si deve lasciare aperto per evitare che si formi ristagno di siero (visto anche che ci sono profonde perforazioni e lacerazioni dei muscoli). Viene messa sotto flebo e somministrato antibiotico e altri medicinali.
Questa è lei appena sistemata nella gabbia che l'ha accolta per un paio di giorni necessari a stabilizzarla e a fare gli esami di rito (emocromo, ecc...)
Le faccio un po' di coccole, la saluto e riparto verso casa. Arrivato in paese, chiedo notizie in giro e mi viene riferito che ci sarebbe un testimone che avrebbe assistito all'aggressione: sarebbe opera di un lupo e di quelli grandi. Sulle prime resto un po' scettico, ma avendone visto personalmente uno non molto tempo fa proprio vicino all'abitato non fatico a crederci. Ancora non mi riesce di parlare con questa persona che avrebbe assistito al fatto, ma conoscendo abbastanza bene il comportamento di Biancaneve e dei due lupetti posso immaginare come sia andata: il lupo (non un semplice lupo appenninico, ma forse uno degli esemplari dell'Europa orientale, introdotto nell'Italia centrale negli anni scorsi, del peso medio di 60-70kg circa) si dovrebbe essere avvicinato, per la fame, a dei cassonetti in cui erano stati gettati degli avanzi di un ristorante e avrebbe trovato la resistenza della cagnona e dei due lupetti che cercavano di difendere il loro territorio (e le persone che vi abitano); ne è scaturita una violenta rissa in cui Biancaneve ha cercato di far valere il suo rango di dominante ma dove invece ha avuto la peggio. La cosa che non è del tutto chiara è il fatto che le ferite siano su tutte e quattro le zampe e sulla nuca: questo farebbe pensare a più animali che l'abbiano morsa contemporaneamente, visto che lei è giovane e in perfetta salute e in grado di difendersi.
Avendo assistito a molte risse tra cani, posso testimoniare che non sempre i membri di uno stesso gruppo si coalizzano contro un "nemico esterno" ma capita, a volte, che nelle fasi più concitate, venga aggredito da tutti l'individuo che viene messo a terra e sta per essere sopraffatto, anche dai suoi stessi compagni (motivo per cui non si interviene mai per sedare una rissa tra cani urlando e colpendo a destra e a manca quelli che sono sopra al più debole in quel momento: si rischia di far degenerare la cosa perché è come se si partecipasse attivamente alla rissa stessa a danno di quello che invece vorremmo difendere). Questo potrebbe anche essere successo coi due lupetti che poi, una volta tornata la calma, hanno vegliato Biancaneve impedendo a tutti di avvicinarsi fino al mio arrivo: una situazione di tensione estrema in cui potrebbero aver partecipato (temporaneamente) anche loro contro la propria compagna capobranco. Oppure, ipotesi più probabile, i due lupetti hanno distratto l'assalitore, attaccandolo contemporaneamente su due fronti, impedendogli di ferire mortalmente la cagnona. Questo potrebbe aver fatto sì che il lupo non abbia potuto mantenere salda la presa a lungo e che invece abbia attaccato più volte la cagna ormai in difficoltà che ha potuto solo difendersi restando a terra sulla schiena e opponendosi con le zampe.
Comunque resta il fatto che le ferite peggiori recano l'impronta di canini troppo distanti per la taglia dei due lupetti che restano sempre molto legati alla loro compagna: quando sono partito per portarla dal veterinario mi sono corsi dietro finché hanno potuto e al mio ritorno hanno fatto di tutto per controllare la mia auto... mi sono venuti a cercare il giorno dopo, come per avere conforto della perdita... fortunatamente solo temporanea! Già, perché ora Biancaneve sembra fuori pericolo, anche se la completa ripresa sarà lunga. Ieri mattina (31/12/2008) sono andato a trovarla al canile sanitario della asl de L'Aquila e per la prima volta si è alzata da sola sulle zampe. E' ancora molto debole e le ferite sono ancora gonfie e aperte, ma mi ha fatto capire di aver gradito la visita, al punto che già cercava di infilarsi nella porta per uscire (lei conosce la strada, in quanto è stata sterilizzata proprio in quel canile e ci ha passato la settimana di degenza postoperatoria). Come a dirmi: "Torniamo a casa! Sarò brava..." Guardate che faccia che fa! ^_^
Non vedo l'ora di riportarla a "casa" dai suoi due lupetti, ma mi piace pensare che qualcuno legga queste righe e si innamori di lei e voglia decidere di regalarle una casa vera e tanto affetto. Lei è una gran compagnona e va d'accordo con tutti (tranne volpi e gatti), è molto irruente nel fare le feste a chi gli dà un briciolo di attenzione, quindi le va dato un po' un freno per evitare che ti sbatta per terra, ma è molto intelligente e capisce quando le si dice di stare al suo posto.
E' già sterilizzata e microchippata.
Aiutatemi a farla tornare spensierata e felice come era in questo video che ho girato appena un mese fa. Aiutatemi a non farle più correre il rischio di un altro scontro come quello che ha da poco affrontato restando a fare la vita da randagia. Non so quanto potrà rimanere ancora "ospite" del canile sanitario. Quando le ferite non saranno più a rischio di infezione dovrò rimetterla in strada. Lì non potrò proteggerla in caso di pericolo. Se conoscete qualcuno che abbia voglia di portarsi dietro questa coccolona, che non si lamenta mai in auto e che ama stare sempre al centro della compagnia, dategli pure la mia email. Fate girare la voce. Grazie.

*Nella giornata di ieri, 03/01/2009, Biancaneve è stata sottoposta, sotto anestesia generale, ad un intervento per rimuovere alcune delle zone soggette a necrosi che stavano favorendo il diffondersi dell'infezione: il danno si stava estendendo sia sul collo che su alcune zone delle zampe, dove i segni dei morsi erano più profondi. E' stata medicata e fasciata a dovere e ora indossa un collare elisabettiano per evitare che si tocchi le ferite. Mangiucchia poco e le ci vorrà ancora del tempo per riprendere il normale appetito. E' stata sistemata in una zona più riparata del canile in modo da consentirle di sopportare meglio il gelo di questi giorni, viste anche le sue condizioni.

**05/01/2009 Biancaneve ha subito una nuova anestesia e un nuovo intervento. Purtroppo nel precedente intervento non era stato possibile completare le operazioni di pulizia e disinfezione a fondo vista la larga area interessata sul collo. Questa volta le è stata asportata un ampia porzione di pelle ormai necrotizzata e sono stati riavvicinati i lembi rimanenti suturati con dei punti e con l'inserzione di una cannula di drenaggio al fine di evitare il ristagno di siero e l'estendersi della lesione ai tessuti circostanti. La prognosi è di almeno una settimana dopo la quale si deciderà il da farsi. Ora si trova presso il canile sanitario della asl deL'Aquila ma appena guarita completamente dalle ferite dovrà essere rimessa sul territorio, ovvero al gelo dell'inverno montano e senza un riparo, con il pelo rasato sulle zampe e sul collo. Servirebbe urgentemente uno stallo per farla riprendere completamente finché non le ricresce il pelo e magari un'adozione per evitarle un nuovo scontro con altri animali da cui ora non avrebbe le forze per difendersi. Lei ce la sta mettendo tutta ma nonostante sia giovane e forte è molto provata da questa vicenda che le è capitata e avrebbe bisogno di qualcuno che le stia vicino anche psicologicamente per farle superare il trauma emotivo dell'aggressione e riprendersi completamente. Le ferite non sono solo quelle visibili sulla sua carne martoriata ma anche lo shock subito a livello emotivo. Aiutatemi a farla tornare allegra e spensierata come era prima. Come era in questa foto di appena due mesi fa. Nella foto qui sotto si stava godendo il sole con uno dei lupetti con cui viveva finché non ha subito l'aggressione... Per informazioni, per uno stallo temporaneo e/o un'eventuale adozione potete contattarmi a questi numeri:
3339209840 - 3386109788 - 3405950070
oppure scrivermi alla mia mail: berniealbatross@gmail.com


domenica 7 dicembre 2008

Svegliamoci !!! (le ultime ore di Jack)


SVEGLIAMOCI !!!
E’ il 12/11/2008, è una giornata come tante, il nostro piccolo Jack si è svegliato presto come sempre.
Sta bene, è solo un po’ agitato perché vuole uscire a far pipì… esce, rientra.
Sono le 11:00 del mattino quando tornando a casa assistiamo ad una scena raccapricciante: vomito e feci
ovunque, il piccolo Jack si contorce sul pavimento, la bocca piena di bava…Inizia la corsa contro il tempo:
veterinario, antidoto e un’attesa estenuante, logorante, soffocante.
Alle 3:00 di notte il piccolo Jack ci lascia al termine di una straziante agonia durata 15 ore.
Un altro cane, questo un randagio, forse il vero obiettivo del “nobile” gesto si sente male, stessi sintomi ma
essendo di taglia grande si salva.
Cari compaesani, siamo di fronte ad un atto ignobile, che avrebbe potuto colpire tutti noi.
Quanti di noi hanno un cane?
Quanti di noi provano un affetto smisurato per queste piccole creature che ci dimostrano tanta
adorazione?
E’ giusto dover vivere in un clima di terrore così grande e dover sperare che il prossimo non sia il nostro?
Jack è stato l’ennesima vittima della sconfinata crudeltà di cui è capace l’essere umano e probabilmente
non sarà neanche l’ultima , dato che gesti di questo tipo si sono avuti ripetutamente in passato a S.Stefano
e come si può bene vedere continuano a perpetuarsi incontrastati !!
Dobbiamo essere uniti e cercare di fermare questa violenza, perché un’esca avvelenata alla portata di tutti
è un pericolo serio per chiunque, anche per un bambino troppo curioso che sfugge per un solo attimo
all’occhio di un genitore.
Non pretendiamo di riuscire a “catturare il verme responsabile”, ma preghiamo chiunque sappia di poter
fare o dire qualcosa, di agire, perché è solo grazie al silenzio e all’indifferenza che questi squallidi individui
hanno modo d’esistere e di continuare a mettere in atto questi malsani gesti!!!

Marco, Serena, Rocco, gli amici veri di S. Stefano, e non meno importanti, i compagni di gioco a quattro zampe di Jack.